Il Foggia operaio e vincente pone qualche domanda
L’ultimo incontro ha detto che questa squadra, senza nomi altisonanti, fa del gruppo e della motivazione la propria forza.
È proprio la determinazione, la fame di vittoria, ad essere mancate nei match contro Catanzaro, Avellino, Ternana e Bari.
Nessuno certamente pretendeva bottini pieni, ma sicuramente ci si aspettava molto sotto l’aspetto dell’impegno.
Cosa che invece abbiamo ritrovato nel match di Torre del Greco.
Una squadra operaia (impreziosita dalle prodezze di Alessio Curcio), che pressava alto, che ha cercato di stroncare sul nascere, sicuramente non sempre riuscendoci, le iniziative dei veloci avversari corallini.
Allora, come direbbe Lubrano, la domanda sorge spontanea: il Foggia può fare a meno della qualità di Rocca?
È evidente che in alcune fasi del campionato diventa necessaria maggiore fisicità, più sciabola che fioretto, ma è anche oggettivo sostenere che il Rocca 2021 non è lo stesso di quanto ammirato nel 2020.
Ricordiamo tutti i suoi gol ed i suoi assist, le sue prodezze balistiche ed il suo passo non certo propri di una mediocre serie C.
Tuttavia, proprio dopo la chiusura del calciomercato di riparazione, dove lo stesso Michele fu ambito da piazze di serie B, trattative poi fallite, il tecnico centrocampista scuola Inter, complice anche una condizione fisica non ottimale, ha perso smalto.
E tutto diventa sicuramente più eclatante se, proprio in concomitanza con la sua assenza, il Foggia è stato autore di una prova gagliarda, maschia, e soprattutto vincente. Cosa non ancora avvenuta da inizio ’21.
Rocca deve tornare alla sua forma ottimale, anche in vista dei possibili play off, ma ciò che deve rincuorare tifosi e tecnico è che il Foggia operaio garantisce buone prestazioni, impegno e maglia sudata.