Delude il Foggia ancora a secco di gol da 5 gare
Delude il Foggia, andato in scena ieri pomeriggio allo Zaccheria, nella “prima” davanti al nuovo Presidente Maria Assunta Pintus che in religioso silenzio ha assistito al match accanto al figlio Edoardo Chighine e al Direttore Generale Filippo Polcino. Una formazione che era attesa al riscatto dopo i quattro stop consecutivi con Catanzaro, Avellino, Ternana e Bari e che, anche con i rossoblù di Roselli, ha mostrato i soliti limiti con la cronica mancanza di idee, schemi e qualità pur mettendoci tanta buona volontà. Dopo la debacle di Bari ci si attendeva qualche novità di formazione che puntualmente c’è stata. Il tecnico rossonero ha lasciato in panchina inizialmente Vitale, Salvi e Di Jenno schierando Agostinone, Garofalo e Morrone con quest’ultimo che è stata la nota lieta di questo pomeriggio con i calabresi. Prestazione indecorosa, con uno stentato pareggio a reti inviolate che fa da contorno a quanto si è visto. Manovra lenta, passaggi imprecisi, possesso sterile, orizzontale e sconclusionato. E pensare che difronte c’era una compagine forse più scarsa e vuota di noi e proprio per questo aumenta il rammarico per una vittoria mancata se ripensiamo alle due occasioni da gol create da Garofalo, nel primo tempo, e Curcio nella ripresa, dapprima con una conclusione che ha chiamato Marson al miracolo e poi con quel calcio di punizione dello stesso ex Catania a cui il palo ha negato l’esultanza. Un paio di tentativi di D’Andrea, uno per tempo, e nulla più. Ma ciò che più preoccupa sono la mancanza di gioco e l’assenza di un attaccante vero degno di tal nome. Basti pensare che il Foggia nelle ultime sei gare ha realizzato un solo gol e che i rossoneri non vanno in gol da ben 539 minuti.
Nel pomeriggio dello Zac si è salvato il solo Morrone ed un punto buono solo in ottica salvezza e non crediamo sia giusto condannare Marco Marchionni che, forse, ha già fatto miracoli fino a questo momento. È vero, in 28 gare disputate i rossoneri non hanno mai brillato per tecnica sopraffina, né per trame di gioco particolarmente entusiasmanti ma aggiungeremmo che molte volte la dea bendata ci è stata pure amica. Ma si riusciva a sopperire con il cuore ai limiti e nascondere eventuali mancanze. Ma da un po’ di domeniche quel battito non si sente più coperto dal vuoto di prestazioni e risultati. Solitamente siamo abituati a vedere sempre il proverbiale bicchiere mezzo pieno, ma ieri, sinceramente, c’è poco da essere ottimisti se continuiamo con questo andazzo. Cominciamo ad essere tutti molto seccati e anche piuttosto arrabbiati. Ma non vogliamo abbatterci e distrarci perché domenica ci attende il match di Torre del Greco con la Turris ed una gara che sarà uno snodo cruciale per questa strana e rocambolesca stagione. Ma la formazione di Marchionni è chiamata sin da subito a dare risposte immediate per cancellare questo brutto periodo.