Conferenza Pintus, tra certezze e qualche punto interrogativo

Conferenza Pintus, tra certezze e qualche punto interrogativo

Sono tanti gli spunti di riflessione offerti dalla doppia conferenza stampa del 2 Marzo, elementi che danno speranza per il futuro, altri che richiedono un approfondimento, e non manca qualche punto interrogativo.

Partiamo sicuramente dal sottolineare l’emozione che facilmente traspariva dalle parole della Presidente Pintus. Essere la prima donna a capo del sodalizio dauno è motivo di orgoglio ma, come giustamente ha sottolineato la diretta interessata, è anche una grossa responsabilità.

Alcune parole utilizzate spiegano molto delle intenzioni del nuovo corso societario.
La prima è “continuità“: la dott.ssa ha usato anche un gergo calcistico (“non vogliamo entrare a gamba tesa”) nel chiarire che non si butterà il bambino con l’acqua sporca, ed il primo elemento a riprova di questa intenzione è la riconferma del direttore tecnico Ninni Corda.
Sarebbe stato inconcepibile dare il ben servito ad un professionista che senza un budget da squadra professionistica è riuscito ad allestire una rosa che da neopromossa si ritrova dietro le grandi.
Merito anche di Marchionni ad avere utilizzato al meglio il materiale a sua disposizione, certamente, ma il vero artefice di questo piccolo miracolo, come sottolineato anche dal dg Polcino nel corso della conferenza, si chiama Ninni Corda. Assurdo oltretutto che in questi mesi qualche merito se lo sia attribuito l’ex presidente, io direi al contrario che Ninni ha creato da zero (euro) una squadra di livello, “nonostante” quella società.

La dottoressa Pintus ha parlato, come tanti suoi predecessori, del nuovo campo sportivo, di “Casa Foggia“, la casa del settore giovanile, sul quale desidera investire in nome di quel Calcio Sostenibile, di cui anche lo stesso Ad Pelusi è assoluto fautore, e del calcio femminile.
Sul tema centro sportivo abbiamo speso tante parole, alle quali non sono mai seguiti i fatti, anche in tempo di relative vacche grasse, mi riservo dunque di attendere i fatti. La stessa Pintus ha parlato di voler mettere le basi, ma non ha promesso la sua piena realizzazione.
Altra parola d’ordine è quindi “realismo“, declinato non solo in relazione alla difficile sfida del centro sportivo ma anche negli obiettivi che ci si vuole prefissare, soprattutto in tempo di pandemia mondiale.
Tuttavia una dichiarazione non è passata inosservata: “vogliamo alzare l’asticella“. Foggia merita altri palcoscenici e la Pintus ne è consapevole, ciò che si avverte è la volontà di ambire a traguardi più consoni.

Sulla comunicazione la nuova società invece pare desideri fermamente una netta discontinuità col passato.
“Abbiamo abusato dei vostri microfoni” ha confessato la dott.ssa riferendosi ai giornalisti collegati via zoom, io aggiungo che anche le piazze virtuali non sono state da meno. Abbiamo assistito al peggio che addetti ai lavori e molti giornalisti potessero esprimere. Ecco, una discontinuità in questo senso è d’obbligo.
Già un normale comunicato stampa pubblicato dalla società ha dato il sapore di maggiore serietà.

La provenienza professionale della dott.ssa Pintus (il settore dell’assistenza sanitaria) fa sì che non manchi la volontà di dare un valore sociale e culturale a questa nuova avventura. Questo è un elemento non da poco, perché riuscire a far convergere le energie del territorio attorno a progetti di forte carattere sociale sarebbe un’occasione di crescita per il territorio stesso. Dialogare, coinvolgere sono parole molto usate dalla Presidente, ma non è una novità poiché fin da luglio 2019 la dottoressa ha sempre posto l’accento su quella che doveva essere un’esperienza non soltanto prettamente calcistica ma di più ampio respiro anche, come lei stessa ha dichiarato, nel rispetto di una comunità che l’ha accolta.

Per chiudere qualche punto interrogativo.

La dott.ssa ha più di una volte ripetuto nel corso della conferenza che questa esperienza terminerà, come avviene per tutte le esperienze aziendali, ma ha anche aggiunto che per ora non ha nessuna intenzione di cedere (come potrebbe essere altrimenti?).
Sicuramente oggi è sempre più difficile trovare società con un patron vecchia maniera, tuttavia gli esempi non mancano. Penso a Vigorito a Benevento, ma anche a Vrenna a capo del Crotone, giusto per citare due esempi virtuosi meridionali di gestione societaria pluriennale.

E infine non è mancata la domanda circa possibili imprenditori a supporto della dottoressa. C’è stata una secca smentita. La Pintus è sola in questa nuova avventura ma, ha dichiarato, è aperta a nuovi ingressi. Staremo a vedere quanto ci sarà di vero, alcuni indizi fanno pensare a personalità pronte da tempo a dare una mano.

Se sarà per il bene del Foggia ben vengano.

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