Serve la partita perfetta
Contro l’Avellino non serviranno troppi discorsi motivazionali, i rossoneri devono scendere in campo con il coltello tra i denti e dare battaglia alla seconda in classifica interpretando alla perfezione la partita. Questa volta rispolvero volentieri il vocabolario di cordiana memoria, perché il match contro i verdi irpini va ben al di là di un normale incontro di un banale turno infrasettimanale in un freddo Febbraio.
Quando si dice che la categoria non conta, bene, Avellino-Foggia è l’emblema di questo storico detto che tante volte ascoltiamo nelle piazze calde del calcio “di provincia”, e chi più di lupi e satanelli possono rappresentare al meglio questa storica verità?
L’undici di Marchionni tornerà con ogni probabilità ad impreziosirsi della spina dorsale Del Prete-Rocca-Curcio, per D’Andrea non sembra ancora giunta l’ora del rientro, ma rivedremo Dell’Agnello.
Quant’è strano il calcio? Se nel girone di andata questi due giocatori erano bersaglio delle frustrazioni e improperi di noi tifosi, oggi invochiamo il loro rientro e sentiamo la loro mancanza quando infortuni o squalifiche ne impediscono la presenza in campo.
L’aver atteso questi due atleti per molto (Dell’Agnello) o meno (D’Andrea) tempo è stata l’ennesima vittoria tecnica di mister Marchionni, e comunque andrà il campionato, che si giunga o meno al traguardo del playoff, sono stati un’altra scommessa vinta dal mister romano.
Dopo la débâcle interna, che ai più non ha destato particolari preoccupazioni viste anche le numerosi defezioni, contro l’Avellino, galvanizzato dal sorpasso ai danni dello smarrito Bari, un risultato positivo galvanizzerebbe l’ambiente in vista dei big match contro la corazzata Ternana ed i cugini baresi.