Promozione e terzo posto, un 2020 da incorniciare
Difficile trovare aspetti positivi da quest’anno che volge al termine, eccezion fatta per i verdetti del campo da gioco, se questo si chiama Pino Zaccheria.
L’anno solare ci ha visti passare dall’inferno della serie D, nel dannato girone H, per approdare in lidi più consoni, anche se ancora stretti, della terza serie.
Ma non fu certo una passeggiata questo ritorno nel calcio professionistico.
Se ripercorriamo i risultati del campo l’inizio del 2020 fu tutt’altro che il momento di forma migliore per il Foggia di Corda.
Il primo incontro infatti ci vide di fronte la nostra bestia nera del campionato scorso, quel Fasano che alla prima di andata ci rifiló un sonoro 2 a 0, e che al ritorno strappò un punto allo Zac: dopo aver ribaltato un iniziale svantaggio con la doppietta di Diaz, i bancoazzurri furono racciuffati all’ultimo dal centrocampista goleador, il capitano Gentile. Finì con un rocambolesco 2 a 2, e la settimana successiva si toccò probabilmente il fondo con uno scialbo 0 a 0 in Cilento contro l’ultimissima Agropoli.
La vittoria contro la Nocerina, quella nel derby contro Taranto allo Jacovone, e in casa contro Brindisi e Nardò (ultima partita della stagione prima della sospensione dei campionati di D), alternate alle sconfitte contro il Gravina del foggiano Santoro ed il Casarano, decretarono sul campo un secondo posto che significava un altro anno di purgatorio tra i dilettanti. Ma la palla passò ai tribunali sportivi, che decretarono 5 punti di penalizzazione al Bitonto primo in classifica da scontare nel campionato appena anticipatamente conclusosi.
E allora ecco che a Settembre, con una squadra ancora da allestire, il verdetto parla a favore dei satanelli: è serie C.
Come non ricordare il clacson dell’amministratore delegato Davide Pelusi davanti allo stadio al telefono con l’artefice della promozione, l’allora mister Corda.
Il Foggia non ha tempo per festeggiare, deve pensare alla serie C e, dopo vari addii inaspettati, alcuni anche piuttosto rumorosi, parte con notevole ritardo il calciomercato: nomi che non scaldano il cuore, tanti giovani inesperti, pochi giocatori già affermati, un budget ridotto al lumicino. Il clima è teso tra i tifosi ma anche in società dopo il doppio addio di Capuano, che poi approderà a Potenza, e Maiuri, artefice del mezzo miracolo a Sorrento.
Arriva in panchina l’esordiente Marco Marchionni.
Il Foggia parte bene, poi la striscia negativa che spaventa i tifosi: dito puntato sulla società e sulle scelte di mercato, poi la squadra prende consapevolezza dei propri mezzi e inanella risultati e prestazioni positive a partire dal derby in casa contro il Bari, fino all’ultima convincente vittoria esterna a Pagani che significa terzo posto. Nuovi beniamini iniziano a scaldare il cuore dei tifosi, seppur costretti a stare lontani dai seggiolini dello Zac.
Insomma in quest’annus horribilis per il Paese, il Foggia Calcio riacciuffa per i capelli il calcio professionistico.
Non è certo la promozione che il tifoso rossonero aspettava di festeggiare nell’anno del centenario dopo aver sfiorato soltanto due anni prima i playoff per la massima serie, ma tant’è, la storia recente del Foggia Calcio ci racconta che la gloriosa e invidiata tifoseria rossonera non sempre è sorretta e rappresentata dignitosamente da altrettanto prestigiose proprietà. Il tifoso foggiano è abituato ai teatrini societari e troppo spesso ci si è ritrovati dalle stelle alle stalle nel giro di pochi mesi.
Ciò che fa rabbia è cadere sempre nello stesso errore.
Ci auguriamo che il 2021 regali quella stabilità necessaria per programmare finalmente nel medio-lungo periodo con serenità stagioni all’altezza della storia, della maglia e della tifoseria rossonera.