Il meritato riposo dopo l’inaspettata scalata

Il meritato riposo dopo l’inaspettata scalata

Nel prossimo turno di campionato il Foggia di Marchionni riposerà, in attesa della sfida contro la Paganese, una squadra in piena lotta per la salvezza.

La giusta occasione dunque per fare un primo bilancio di questa prima parte di campionato. Quindici le partite disputate dai rossoneri.

Inizio di campionato caratterizzato dallo scetticismo generale per via di molteplici aspetti.

In primis un calciomercato in sordina, con acquisti di basso profilo, almeno sulla carta e confrontandoli con gli innesti di altre società, e ingaggi tra i più contenuti della categoria. Il Foggia è tra le squadre che hanno speso meno nell’intero panorama della Serie C 2020-2021. Sono arrivati in Capitanata pochi nomi di esperienza: Curcio, Rocca, Del Prete e lo stesso Gavazzi. Tutti giocatori che hanno maturato una certa esperienza nei campionati di terza serie, pronti a fare da chioccia, insieme ai veterani già in forza l’anno scorso in D, ai tanti giovani di prospettiva arrivati a Foggia, alcuni dei quali alla prima esperienza nel calcio professionistico.

Ma lo scetticismo derivava anche dalle diatribe tra i soci, finalmente placate,  e dalle voci su presunti passaggi di consegne, tuttora oggetto di discussione, delle quote societarie a nuovi potenziali acquirenti, più o meno attendibili.
Vicende che hanno esacerbato gli animi dei tifosi, soprattutto delle tifoserie organizzate.

Nel frattempo il Foggia iniziava la sua avventura in campionato e lo faceva molto bene con una prova convincente in casa contro il più quotato Potenza. Poi una serie di sconfitte ridimensionava le aspettative degli appassionati sulle reali potenzialità della rosa a disposizione di Mister Marchionni che, lo ricordiamo, si è ritrovato una squadra già quasi integralmente allestita dall’occhio esperto del direttore tecnico Ninni Corda.
I maggiori bersagli della tifoseria e dell’opinione pubblica avevano il nome di Gavazzi, Anelli e D’Andrea. I primi due per alcune disattenzioni in fase difensiva mentre la punta di proprietà della Salernitana per la poca lucidità sotto porta. Marchionni ha avuto l’intelligenza, la pazienza e la determinazione che solo i grandi professionisti possiedono di aspettare i suoi ragazzi affinché questo periodo buio venisse superato. E così accadde.

Sia dal punto di vista delle prestazioni di singoli e collettivo sia dal punto di vista dei risultati il Foggia reagì.

Ed ecco che la svolta arriva nella partita in cui il tifoso anche forse il più ottimista si aspettava ben poco: il derby d’Apulia.
Una vittoria mai messa in discussione contro un Bari ben più quotato ed allestito per stravincere a mani basse il campionato.
Il Foggia si fa sempre più convincente, le perplessità attorno ai già citati giocatori sono acqua passata, il Foggia trova un suo undici tipo su cui il mister può fare affidamento.
Trova una mediana di assoluto valore con Salvi, Di Jenno, e la scoperta Vitale sugli scudi, una difesa più ordinata e un attacco che può contare non soltanto sul solito Alessio Curcio, faro della squadra insieme a Rocca, ma sulla vena realizzativa di altri elementi: si sblocca Filippo D’Andrea, vanno a segno centrocampisti e difensori. La panchina fornisce valide alternative nel corso dei match.

Archiviate le pratiche Cavese, Viterbese, Palermo, arriviamo ai giorni nostri con  la vittoria in quel di Monopoli, in rimonta.

Ma in questo clima idilliaco Foggia e il Foggia tornano al centro delle cronache nazionali per un fatto che con il campo verde ha ben poco a che fare: il gesto intimidatorio ai danni di Federico Gentile e  della sua famiglia. Un fatto ben più grave rispetto a quanto avvenuto l’anno scorso con quei cori a sostegno dei diffidati cantati dagli stessi tesserati su cui la stampa nazionale ricamò non poco. L’ex capitano sta tutt’ora riflettendo sul da farsi: lasciare Foggia oppure rispondere a questi delinquenti restando dov’è, insieme alla sua famiglia, ai suoi compagni, ai suoi tifosi.
La squadra si è compattata intorno al giocatore così come la tifoseria sana, la stragrande maggioranza.

Insomma una prima parte di campionato che ha sorpreso l’opinione pubblica e forse gli stessi addetti ai lavori. Il merito di tutto questo va ripartito tra lo staff tecnico, il direttore Corda e la rosa che si è messa al servizio di questo progetto.

La strada è ancora lunga, l’obiettivo dichiarato rimane la salvezza, distante ancora almeno 18 punti, poi potremo forse sognare qualcosa in più.

Avanti Foggia.

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