Pareggio allo Zac e l’attacco diventa un caso

Pareggio allo Zac e l’attacco diventa un caso

L’atteggiamento arrembante e le trame di gioco ordinate non bastano al Foggia per conquistare i tre punti contro la Virtus Francavilla, che riesce a trovare la rete al minuto 82, dopo alcuni buoni spunti dei rossoneri. I padroni di casa sprecano troppo, ma il risultato denota (come se non ce n’è fosse bisogno) una sterilità in attacco, frutto della mancanza di una vera punta lì davanti.

La partita si gioca principalmente sulla mediana dove i due “quintetti” di centrocampo provano con le buone (ma anche con le cattive) ad interrompe le ripartenze altrui. Il Foggia sembra aver preparato bene la gara, tant’è è che sin dai primi giri di cronometro, è facilmente intuibile la preparazione degli uomini di Marchionni, che in alcune circostanze arrivano ad attaccare la metà campo avversaria anche con sei uomini. Il Francavilla, nell’analisi generale della partita, risulta essere una buona squadra, priva di elementi fenomenali, ma che può far ugualmente riferimento a quello “zoccolo duro”, che anche ieri non ha fatto mancare il proprio sostegno alle idee di gioco di mister Trocini.

Marchionni schiera un 3-5-2 che di fatto è però un 3-4-2-1 con Rocca e D’Andrea che agiscono alle spalle di Curcio, come sempre tra i migliori in campo. Fumagalli fa il suo e lo fa anche molto bene. Il numero uno foggiano si rende protagonista, infatti, di una grande parata sulla conclusione di Vazquez, che insieme all’altro italo-argentino (Perez) crea non pochi pericoli alla manovra foggiana in fase d’impostazione. La difesa è più reattiva rispetto alle scorse uscite, ma la sicurezza diciamo che non è da ricercare tra le specialità della casa; così che un semplice controllo di palla sull’asse Gavazzi–Germinio può destare non poche preoccupazioni ai tifosi dei Satanelli. I due centrali, nel complesso, si comportano però abbastanza bene, coadiuvati dall’ottimo Del Prete, uno dei migliori in campo, il quale nella fase iniziale del match è il vero e proprio fulcro della partita: difende, controlla e fa salire la squadra. L’ex Juventus Under 23 è imprescindibile per l’attuale Foggia, dai suoi piedi infatti hanno origine i più pericolosi palloni giocati da Curcio e compagni nel corso della prima frazione di gara; che si conclude a reti bianche. Il centrocampo trova supporto negli esterni. Kalombo gioca una partita quasi perfetta e questa volta è doveroso sottolineare la sua buona fase difensiva con interventi efficaci e intelligenti. Stesso discorso anche per Di Jenno, che abbina corsa a tanto lavoro nei primi 45 minuti, più spento invece nel secondo tempo. Passa un po’ inosservato il lavoro d’interdizione in cabina di regia di capitan Salvi, il quale è fondamentale a centrocampo, dove Garofalo non fa male e il buon Rocca sigla il gol suggellando l’ennesima prestazione da “calciatore di categoria superiore”. In attacco, come siamo abituati oramai da inizio anno, patiamo la mancanza di un vero numero 9, capace di affiancare e comprendere le giocate del nostro 10. Ancora una bocciatura per D’Andrea: tanta buona volontà, cerca spazi ma fallisce più volte l’occasione di timbrare il cartellino nel momento decisivo della partita. Entrano male i subentrati: Dell’Agnello inattivo, Baldè molta corsa e zero spunti, insufficiente anche Raggio Garibaldi, che in chiusura di gara ci prova dalla lunga distanza a porta scoperta.

Il Foggia porta a casa uno solo dei tre punti in palio per questo turno di Serie C, gara che ha visto due squadre molto ordinate e dotate di buoni principi tattici. I rossoneri avrebbero meritato sicuramente qualcosa in più, ma il dio del calcio, si sa, alle volte sa essere crudele quanto beffardo…

La Virtus può recriminare un calcio di rigore in una situazione molto dubbia da giudicare, ma nel complesso, non sfigura allo “Zac” che festeggia il suo novantacinquesimo compleanno.

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