Trapani radiato. Quali ripercussioni sul campionato di Lega Pro
E alla fine il Trapani non ce l’ha fatta e non si è nemmeno presentato in terra di Calabria. Catanzaro regolarmente in campo in attesa dell’avversario per 45 minuti, così come prevede il regolamento, e siciliani che non si palesano.
Terzo forfait dopo Casertana e Brescia, quest’ultimo in Coppa Italia, e seconda partita consecutiva persa a tavolino in campionato per rinuncia. In questi casi il verdetto è inesorabile: le norme organizzative interne della FIGC prevedono l’esclusione dal campionato di Lega Pro.
E dire che non è questo l’unico caso che si è verificato tra i professionisti di C. In un passato non così lontano – era il 2017 – era toccato al Modena Calcio, radiato dopo oltre 100 anni di storia e condannato a ripartire dal basso per debiti verso Comune, calciatori e staff tecnico.
Non volendo entrare in vicende che poco devono interessarci, ma limitandoci a fare solo un grosso in bocca al lupo alla tifoseria granata per una pronta risalita tra i professionisti, vediamo quali ripercussioni potrebbe avere questa decisione nell’attuale campionato di C.
Ad esclusione decretata, c’è da attendersi che vengano ridisegnati sia la classifica che il calendario del nostro girone. Quanto alla prima saranno annullati tutti i risultati conseguiti a tavolino dalle altre squadre (ndr Casertana e Catanzaro) contro il Trapani, che sarà collocato ultimo in classifica con zero punti. Al contempo, il calendario prevedrà un turno di riposo per ciascuna squadra in corrispondenza delle partite che si sarebbero dovute giocare contro i siciliani. E in un momento come questo di gare sospese per Covid, alluvioni e possibili recuperi infra settimanali l’esclusione del Trapani potrebbe anche giocare a vantaggio dell’organizzazione interna.
Quanto alle retrocessioni in D, a giugno 2021 il Trapani ci andrà di diritto, mentre i play out serviranno come al solito per decretare il secondo nome.
Certo che il caso Trapani porta a riflettere. A sto giro è toccato al loro, ma chissà a quali e quante realtà toccherà in futuro…
Non si comprende, infatti, come società fragili economicamente e finanziariamente possano sostenere costi così ingenti per allenatore, calciatori, staff tecnico-organizzativo senza avere in corrispettivo entrate da abbonamenti, sponsorizzazioni e altre fonti in grado di apportare liquidità e sostenibilità al sistema. Verrebbe da dire che forse la FIGC avrebbe dovuto tenerne in debito conto e adottare, almeno questa volta, dei criteri meno rigidi per consentire maggiore flessibilità alle società di calcio, soprattutto a quelle che affrontano tornei come la Serie C dove ad avere grande solidità sono davvero in pochi.

1 commento
In vista di questi successi rivalutiamo un po’ la nostra società e il duo Felleca/Corda. Comunque il campionato si giocherà e fino ad oggi la nostra rosa e forse anche peggiore di quella dello scorso anno.