Intervista ad Antonio Di Donna

“Coletti, salta un avversario, pensa al tiro, lo prova ed è un grandissimo goal di Tommaso Coletti: un missile dai 30 metri. Il pallone è nel sacco e Foggia sta impazzendo…”

Inizia così la storia di Antonio Di Donna e non con il più classico “c’era una volta”… Il suo è un vero e proprio “richiamo tribale” quando chiama all’appello tutta la tifoseria del Foggia in procinto di esultare per una prodezza del proprio beniamino. Quel saluto al popolo rossonero e l’introduzione pre match sono un po’ come l’Haka degli All Blacks prima delle gare di rugby, il suo è un grido inconfondibile e netto, al quale ogni supporter dei Satanelli non si può sentire escluso ed è obbligato non solo ad essere parte di esso ma a riconoscere la propria storia in quelle parole. Parole di vita, di speranza, parole che sono proprie e comuni sia ad un calciatore con il 10 sulle spalle che ad un impiegato di banca con una sciarpa rossonera al collo. Antonio Di Donna ha la capacità di raccontarsi e di raccontare Foggia in tutti i suoi aspetti, il grido di un popolo in cerca di un eroe che forse ancora non ha trovato. Antonio incarna il pensiero del giovane che è costretto ad emigrare dalla sua Foggia per lavoro, ma anche della nonna che prepara la consueta “braciola” domenicale con la stessa ed identica passione con la quale il magazziniere si prende cura delle maglie da gioco, l’allenatore rivede gli schemi e il calciatore scende in campo.

“Toglietemi tutto ma non le telecronache di Di Donna” scrive qualcuno sul web ed è proprio vero perché la sua voce non racconta solamente le partite, la sua non è una semplice telecronaca ma una fotografia della Foggia calcistica e non. Questo accade quando colui che è chiamato a commentare non è solo un giornalista professionista ma un vero e proprio “filosofo-credente del pallone”. La categoria è un dettaglio, che sia la B o la D, quando lo Zac esplode, Antonio non si trattiene e con lui ognuno di noi. Saranno poco contente le sue corde vocali, eppure come per disincanto la sua telecronaca ci fa sembrare tutto più bello, forse ci dimentichiamo anche delle dinamiche e delle problematiche societarie, facciamo finta di non essere noi quelle persone che fino a poco prima avevano insultato l’attaccante per il goal sbagliato; perché si sa il calcio è matto e noi tifosi lo siamo ancora di più…

Ho visto in Antonio la persona prima ancora del punto di riferimento professionale a livello giornalistico.

Ho deciso di intervistare Antonio per dare voce alla voce del Calcio Foggia, per osservare e scavare in fondo a quel “Coletti, salta un avversario, pensa al tiro, lo prova ed è un grandissimo goal di Tommaso Coletti: un missile dai 30 metri. Il pallone è nel sacco e Foggia sta impazzendo…”

Un sentito ringraziamento ad Antonio Di Donna per la possibilità che mi ha concesso.

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