Retromarcia Foggia, Pintus non molla

Retromarcia Foggia, Pintus non molla

Felleca ha proposto 400mila euro alla socia, che ne chiede 200 in più.

Il Foggia torna al punto di partenza, lunedì non ci sarà alcun incontro dal notaio tra Felleca e Pintus per la separazione consensuale dei soci di maggioranza del club, a meno di possibili rilanci. Il presidente rossonero avrebbe avanzato nelle ultime ore la sua proposta ultimativa: 400mila euro netti e l’azzeramento di 220mila euro di spese tra apporti non versati dalla socia di cui si farebbe carico lo stesso Felleca. La Pintus, lo ricordiamo, ha chiesto invece 600mila euro al netto somma che con le spese (sempre a carico di Felleca) toccherebbe la cifra di 820mila euro. Insomma l’obiettivo dell’imprenditrice sarda è sfiorare il milione di euro, ovvero la somma che il finanziere Follieri avrebbe pagato a Felleca per il suo 50% se la Pintus avesse dato il suo gradimento all’operazione. Cosa che, come sanno bene i tifosi rossoneri, non si concretizzò.

FUTURO. A questo punto solo un arbitrato potrà sciogliere l’intreccio Felleca-Pintus e liberare il Foggia da un cappio che si stringe sempre più al collo di una città e dei suoi tifosi. All’indomani dell’ultima beffa sulla società che si svincola dai veti incrociati dei due soci di maggioranza giusto lo spazio di mezza giornata, si può attribuire forse qualche barlume di credibilità ai fantasiosi retroscena che vengono riferiti da qualche tempo dai soliti “bene informati”. Uno di questi porterebbe proprio alla fondazione sportiva annunciata dal sindaco Landella dopo l’ultima sfuriata ai soci (lunedì scorso), quando il primo cittadino ha intimato ai soci di dimostrare la loro solvibilità altrimenti si guarderebbe altrove. Ebbene secondo tali indiscrezioni, Pintus verrebbe vista dagli imprenditori (locali) che partecipano al progetto, peraltro ancora in fase embrionale, come un potenziale punto di riferimento, qualora Felleca dovesse alzare bandiera bianca. All’imprenditrice sarda non dispiacerebbe l’idea anche se la prima volontà resta quella di uscire dal Foggia con una ricca plusvalenza. Ma se così fosse allora il sindaco sarebbe a conoscenza di questo disegno? Non è detto che lo sia, anche se è difficile che queste voci non siano arrivate a Palazzo di città. Dunque il “no” a Felleca ad accontentarsi di una buonuscita di appena 382mila euro avrebbe una doppia chiave di lettura: Pintus vuole uscire dalla società a patto che Felleca paghi le quote esattamente allo stesso prezzo (o giù di lì) di quanto lo stesso presidente del Foggia avrebbe ottenuto da Follieri. In caso contrario resterebbe all’interno del club, ma sempre più come un corpo estraneo e intanto potrebbe coltivare i contatti con quegli imprenditori tuttora dietro le quinte in attesa che la fondazione diventi un soggetto in grado di stare in piedi, dunque potenzialmente minaccioso per la società in carica rappresentata da Felleca, Pelusi e dalla stessa Pintus in versione “quinta colonna”. Sarà vero?

Walter Carbone – Corriere dello Sport

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