Felleca-Pintus: scontro totale
«Le offro 290mila euro “puliti” per uscirsene immediatamente».
Non è finita, fra Felleca e Pintus le scaramucce continuano ed a questo punto è una guerra guerreggiata, solo dichiarazioni e nessuna iniziativa concreta. C’è forse una regia dietro tutto questo? L’ultima spallata viene assestata dalla Pintus, azionista di maggioranza con Felleca della Corporate rossonera (80% del capitale del club) che ha chiesto al socio di farsi da parte esercitando il diritto di prelazione in cambio di un assegno di 600mila euro.
LA REPLICA. La risposta del presidente del Foggia non si è fatta attendere, sui social e a mezzo stampa, cosa che farà irritare l’imprenditrice sarda che tra l’altro gli contesta di «non rispondere mai alle pec». «Ma secondo voi mentre sto pensando a fare la squadra, a scegliere il ritiro precampionato ed a programmare la stagione posso ancora star dietro a certe provocazioni? Sono stanco di subire certi attacchi – sbotta Felleca – ribalto la sua proposta e chiedo io alla Pintus di farsi da parte con la stessa somma che lei propone a me. Tra l’altro ci guadagnerebbe molto di più, con una buonuscita di quasi 300mila euro». Siamo alle porte in faccia, ma è una via senza uscita. Che Felleca e Pintus non vogliano e non possano più stare all’interno dello stesso club è cosa risaputa e ormai passata in giudicato anche da parte dei tifosi sempre meno attratti da certe “sceneggiate”. Il problema è che nessuno vuol fare il passo indietro, nemmeno di fronte all’eventualità di un tornaconto personale. Tornaconto che a dire di Felleca sarebbe per lui sconveniente, non paragonabile rispetto a quanto intascherebbe la sua omologa sarda. «La signora Pintus nella sua lunga e articolata mail spiega che dai 600mila euro bisogna sottrarre 120mila euro di pro-quota in capo a ogni socio. Me ne resterebbero così in tasca 480mila, ovvero quasi quanto ho già investito nel Foggia di tasca mia. Al contrario se fosse lei a vendere a me le sue quote, sottraendo i 120mila euro di pro-quota e i 190mila che lei ha investito nella società, metterebbe puliti in tasca 290mila euro che mi sembrano un dividendo più che accettabile per un anno di gestione all’interno del Calcio Foggia». Calcoli che lasciano il tempo che trovano, nessuno abbandonerà la scena. E allora Felleca preferisce concentrarsi sull’operazione riammissione o ripescaggio. «Ci stiamo già muovendo con le fideiussioni per ottenere il ripescaggio – spiega – servono 300mila euro di fondo perduto, più 350mila euro di fideiussione, più altre 300mila a titolo di ulteriore garanzia fideiussoria (somme da garantire al 10%, ndr) oltre a 75mila euro per l’iscrizione. Un’operazione da 1 milione di euro. Con la riammissione al posto del Bitonto saremmo tenuti a depositare solo la fideiussione, oltre all’iscrizione. Somme che ovviamente risparmieremmo e che potremmo destinare al mercato».
Walter Carbone – Corriere dello Sport