Stroppa e De Zerbi, quanto vincono gli ex rossoneri

Stroppa e De Zerbi, quanto vincono gli ex rossoneri

Da De Zerbi a Stroppa, il Foggia si conferma fucina di talenti in panchina. Senza scomodare i mostri sacri del passato (Pugliese, Maestrelli, fino a Zeman), la vittoria del campionato cadetto di Giovannino Stroppa alla guida del Crotone conferma le qualità della scuola rossonera sebbene cambino le epoche e si avvicendino a getto continuo nuovi personaggi alla guida delle società. In particolare nella brillante promozione della formazione calabrese, molti tifosi rossoneri hanno riconosciuto parecchie analogie con l’esperienza foggiana che però si interruppe sul più bello dopo una straordinaria promozione dalla Lega Pro e una prima annata in B da incorniciare. Nella stagione 2018-19 il Foggia aveva una squadra già collaudata, dopo aver conquistato la salvezza con largo anticipo e un piazzamento a un tiro di schioppo dai playoff.

CORSI E RICORSI. I rossoneri di Stroppa avevano tutto quell’anno per vincere il campionato, o almeno proporsi tra le formazioni di testa, e invece la storia si concluse bruscamente per mano del direttore sportivo Nember che decise di cambiare il corso degli eventi. Fu un finale di partita inatteso quello del tecnico ex milanista che a Foggia è diventato un allenatore più maturo, completo e consapevole; lo stesso Stroppa non riuscì a nascondere il rammarico e la delusione per quei fatti nella nostra intervista (domenica 24 maggio) pubblicata nell’ambito delle celebrazioni per il centenario rossonero. Ma il punto non è questo, piuttosto la domanda da porsi sarebbe un’altra: perché il Foggia lancia tecnici di successo, ma non è (più) in grado di arrivare con loro nelle categorie più importanti? E’ successo ai tempi di Zeman-Casillo, negli anni ’60 con Pugliese-Rosa Rosa. Poi qualcosa si è inceppato. Ai Sannella il record degli sprechi: non uno, bensì due gli allenatori vincenti messi alla porta. Ricordiamo cosa accadde nell’estate 2016, il giorno della vigilia di Ferragosto: De Zerbi dalla sera alla mattina si ritrovò disarcionato e costretto a cambiare aria. Al suo posto l’abile direttore sportivo Beppe Di Bari pescò dal cilindro Stroppa, tecnico in cui probabilmente credeva il solo Di Bari. Sappiamo tutti com’è andata. E ora altro giro, altra corsa… E sotto a chi tocca.

Walter Carbone – Corriere dello Sport

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